Oggi è Halloween! Avete paura?
Noi non abbiamo paura dei mostri o dei fantasmi. Abbiamo paura dei “clienti webmarketers” 😀

Quale occasione migliore per parlarne se non il giorno di Halloween?

Questa è la storia, una delle tante, di quello che noi chiamiamo “webmarketing da paura“.
Già conosciamo il famosissimo “webmarketing fuffa”, applicato da migliaia e migliaia di espertoni online che vantano conoscenze, esperienze e tante altre balle.
Conosciamo il “webmarketing zoppo”, quello fatto a stento da chi vorrebbe ma non posso…
Poi conosciamo anche il “webmarketing da paura”, quello millantato e sostenuto dal cliente che vi dice per filo e per segno cosa dovete fare.

Si lo so. Fa davvero paura come concetto.
Ma nella vita reale esiste e non è un fantasma che non si può toccare ne vedere.
Esiste e si presenta sotto forma di “Questo titolo lo devi mettere così. Quella foto la devi mettere così. Questo testo lo devi fare così. Questa pagina web la devi impostare così“.
D’istinto ci verrebbe voglia di piangere, lo confessiamo. Abbiamo visto crisi esistenziali in ufficio tra i nostri colleghi, webmarketers che vagavano per gli uffici chiedendosi chi fossero e perché stessero facendo quel tipo di mestiere se già il cliente lo sapeva fare al posto loro. Altro che Halloween night!

Scherzi a parte, abbiamo sempre pensato che per certi versi fosse molto meglio il cliente “vergine”, colui che si presenta a noi in maniera sommessa e ci chiede di aiutarlo a far conoscere il suo marchio, il suo prodotto, la sua attività. Quindi per certi versi passivo, che per ovvi motivi se ci ha chiamati di conseguenza si fida completamente della nostra professionalità. Perciò con un cliente di questo tipo si ha carta bianca e realmente si può applicare nel concreto quelle che sono le tecniche di webmarketing conosciute dopo anni di lavoro sul campo e di teoria dietro le barricate.

Ma sarebbe bello tutto questo. Sarebbe come vivere in Alice nel paese delle meraviglie.
Mentre in realtà è come aggirarsi in un pianeta dopo un evento post-atomico, dove girano gli zombie e non cresce più l’erba.
Forse stiamo un pò esagerando, vero, ma è solo per far capire come spesso i risultati di alcune azioni di webmarketing siano già dall’inizio fallimentari, poiché si preferisce accettare mille compromessi in cambio di un profitto necessario.
Quindi si mettono in piedi campagne che hanno come destinazione delle landingpage non configurate nel modo corretto, pagine di atterraggio che non sono comprensibili e che quindi non generano contatti…. e poi vallo a spiegare al cliente che se non funziona il sistema è perché il problema è lui.

Ecco perché abbiamo rafforzato le nostre convinzioni e le nostre posizioni.
Ecco perché è necessario non subire tali indicazioni e tali clienti, ma mettere subito e sempre in chiaro che si è professionisti del settore e che come tali si deve agire in certi modi anzichè in altri, che il più delle volte hanno basi approssimative o del tutto errate.

Breve esempio di una storia triste: (per farvi capire meglio il concetto)
Se tu vendi bulloni e sei un esperto di bulloni, non chiamare noi per farti una campagna online e poi ci indichi tu come fare su tutta la linea. E’ SBAGLIATO.
Tu sarai bravissimo a vendere i bulloni. Noi invece di bulloni non ne capiamo un tubo! Quindi nemmeno ci pensiamo a dirti come fare i bulloni più belli e più fighi.
Noi avremmo il compito semplicemente di farteli vendere su internet. Con le nostre conoscenze, con le nostre tecniche. Punto.”

Quindi se non volete vivere tutto l’anno Halloween ed un webmarketing da paura, fatevi valere!

O se proprio non ci sono margini un consiglio: siate sempre chiari e trasparenti. Così quando si tireranno le somme potrete dire: “L’avevo avvisata!”.
A quel punto avrete la coscienza a posto. Saprete di essere stati professionali fino in fondo e sarete consapevoli che ci avete provato in maniera concreta.

Non fate come Wile Coyote che vaga da una vita dietro a Beep Beep nella speranza di catturarlo.
Fate come Beep Beep che corre e non si ferma mai, che è sempre un passo avanti, che è sempre consapevole che è lui ad essere il più veloce e il più furbo.

 

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